AUMENTO DEL VALORE DELLA BOTTIGLIA ATTRAVERSO IL PACKAGING

AUMENTO DEL VALORE DELLA BOTTIGLIA ATTRAVERSO IL PACKAGING


#PortocorkLINE: dialogo con le cantine italiane al tempo del #Covid19


AUMENTO DEL VALORE DELLA BOTTIGLIA ATTRAVERSO IL PACKAGING
Gianluca Scapin

Intervista con Gianluca Scapin, agente Portocork per Verona (Veneto)

“Abbiamo spesso parlato di packaging come opportunità per valorizzare le bottiglie e quindi aumentare i prezzi e di conseguenza le marginalità. Un argomento particolarmente caro a chi come me propone tappi di sughero, chiusure che aumentano il valore di una bottiglia oltre che affinare in modo ottimale il vino imbottigliato. E questa situazione drammatica potrebbe essere la condizione ideale per sperimentare la veridicità di questa affermazione. Il packaging può essere davvero uno strumento per la svolta di tante cantine messe in ginocchio dall’emergenza covid19”. 

Gianluca Scapin opera nel veronese e conosce bene la realtà sfaccettata del suo territorio: qui si producono i grandi rossi della Valpolicella, i bianchi di Custoza e Soave, il Lugana, il Bardolino Chiaretto, il Bardolino e lo spumante Durello. In queste settimane, al lavoro rigorosamente da casa, è in stretto contatto con le cantine clienti, tutte pesantemente colpite dall’emergenza, per lo più piccole realtà che potrebbero faticare a risollevarsi. Certamente preoccupate per il futuro.

Penalizzati i piccoli. “Mentre la Valpolicella, con i suoi rossi, potrebbe cogliere l’opportunità del blocco del mercato per affinare più a lungo i suoi vini vive comunque un congelamento di capitali. Per l’area del Custoza, del Lugana e del Soave così come del Bardolino, dove si producono bianchi, chiaretti e rossi d’annata, la situazione è particolarmente allarmante perché se non svuotano le vasche non sapranno dove mettere la vendemmia 2020. E la situazione è aggravata dal fatto che in queste zone del veronese molto importante è anche l’indotto del turismo, ahimè oggi completamente assente. Le caratteristiche del territorio penalizzano le piccole realtà, qui numerose, e con scarsa marginalità dovuta agli alti costi di produzione che non sono sostenuti dai bassi prezzi di vendita delle bottiglie. In questa situazione di blocco rischiano di non farcela”. 

Quale soluzione per superare la crisi? “Unica via che intravedo – spiega – è quella della differenziazione e di creare valore commerciale attraverso il packaging. Ma la sostenibilità di queste realtà poggia tutta sulle spalle della gestione familiare ed è quindi sul filo del rasoio. Quello che auspico per le cantine mie clienti è che vengano fatti dei controlli dagli enti preposti per assicurare la qualità dei prodotti e soprattutto per garantire un prezzo minimo di vendita delle bottiglie”.

Più valore attraverso il packaging. Ed è proprio nel creare il valore delle bottiglie che risiede la salvezza per molti produttori: “Sono molti i clienti che faticano a vendere con la corretta marginalità. Nell’ultimo anno alcuni hanno deciso di investire in un restyling del packaging cambiando vetro, etichetta e tappo: mossa azzeccata! La svolta è quella di aumentare la qualità percepita attraverso l’estetica della nuova bottiglia, del raccontare la storia dei vini proposti in maniera efficace attraverso la nuova etichetta, e di utilizzare il sughero come chiusura a garanzia di qualità senza dimenticare il suo valore incomparabile sul fronte dell’ecosostenibilità: un elemento che può trainare una nuova narrazione del prodotto”. 

E il tappo di sughero può essere protagonista. Uno spunto, una provocazione forse, ma anche un suggerimento che riguarda proprio la scelta del sughero: “Il tappo di sughero è l’elemento che avvalora una bottiglia di vino per eccellenza. Le cantine che scelgono il tappo di sughero, che scelgono l’alta gamma garantita e certificata hanno un potentissimo strumento per la comunicazione dei loro prodotti. E forse non lo fanno abbastanza. E forse non fanno abbastanza investimento in comunicazione nemmeno i consorzi che in questo momento dovrebbero essere in prima fila per tutelare le cantine, il valore del loro lavoro, e insieme a loro sviluppare progetti di promozione e comunicazione proprio nell’ottica della ripartenza. Potrebbero esserci feedback inattesi”.