Il vitigno Tuchì e la denominazione San Martino della Battaglia DOC
Il Tuchì è un vitigno sinonimo del Tocai Fiulano. Viene utilizzato nella denominazione San Martino della Battaglia DOC, in provincia di Brescia.
La zona di produzione si trova tra la DOC Lugana e la Riviera del Garda Classico. L’area vitata copre circa 21 ettari e produce ogni anno circa 50.000 bottiglie di vino a base Tocai Friulano.
Origine e identità
Con il nome Tuchì si identifica un vitigno autoctono della DOC San Martino della Battaglia. Il disciplinare prevede l’uso di almeno l’80% di uve Tocai Friulano, varietà di antica tradizione locale.
Questo vitigno ha radici profonde nel territorio gardesano e rappresenta un elemento distintivo della denominazione.
Tra Serenissima e Impero asburgico
La storia del Tuchì è strettamente legata alla zona del Garda. In passato, quest’area costituiva un’enclave della Serenissima in territorio lombardo. Venezia la destinò a sperimentazioni viticole, favorendo l’introduzione e la diffusione di vitigni selezionati.
Nel tempo, l’uso del Tocai Friulano si affermò in una zona molto ristretta. Questa scelta permise al vitigno di mantenere la propria identità nei secoli.
All’inizio dell’Ottocento, il Tuchì risultava già molto diffuso e apprezzato. I produttori lo stimavano per le sue elevate gradazioni alcoliche e per la qualità del vino.
La sua fama crebbe ulteriormente quando attirò l’attenzione dell’Imperatore d’Austria-Ungheria. L’Imperatore lo paragonò al Tokaji ungherese. Dopo questo riconoscimento, molti vignaioli locali abbandonarono altri vitigni per dedicarsi quasi esclusivamente al Tuchì, chiamato anche Tukì nel dialetto locale.
Il nome Tocai e il contenzioso internazionale
Nel 1993, la Comunità Europea e la Repubblica di Ungheria firmarono un accordo bilaterale. L’intesa mirava a tutelare la denominazione territoriale Tokaji ungherese.
In una prima fase, l’accordo consentì la coesistenza del nome Tokaji con le varietà Tocai coltivate in Italia e in Francia. Tuttavia, dal 31 marzo 2007, i produttori non poterono più utilizzare il termine Tocai nella designazione e presentazione dei vini.
Anche i produttori della DOC San Martino della Battaglia subirono questo divieto. Le etichette non poterono più riportare il nome Tocai.
Il ritorno al nome Tuchì
Nel 2013, la DOC San Martino della Battaglia recuperò l’antico nome dialettale Tuchì per identificare il vitigno.
Oltre alla versione secca, la denominazione produce anche una rarissima versione fortificata. Si tratta del San Martino della Battaglia Liquoroso DOC, un vino di grande interesse storico ed enologico.
