TUTTO QUELLO CHE C'È DA SAPERE SUL TAPPO SPUMANTE #3

TUTTO QUELLO CHE C’È DA SAPERE SUL TAPPO SPUMANTE #3


TUTTO QUELLO CHE C'È DA SAPERE SUL TAPPO SPUMANTE #3
Alessandra Possamai
Responsabile Ufficio qualità
qualita@portocorkitalia.com

LEGGI QUI LA PARTE #01

LEGGI QUI LA PARTE #02

3. LA TAPPATURA E MODIFICHE DEL TAPPO SPUMANTE 

Durante la fase di tappatura il tappo da spumante subisce le seguenti modificazioni strutturali.
Il primo passaggio è quello che deriva dal processo di introduzione nel collo della bottiglia da parte del tappatore: nel momento in cui il tappo viene compresso radialmente dalle ganasce del tappatore esso aumenta la propria la densità.
Negli istanti immediatamente successivi all’introduzione, ovvero nel breve periodo che intercorre tra la tappatura e la gabbiettatura, la parte di tappo esterna alla bottiglia (prossima al raso bocca) continuerà la sua espansione.

Nel breve periodo che intercorre tra la tappatura e la gabbiettatura, è auspicabile che il recupero elastico del tappo sia il maggiore possibile, di modo che la parte di tappo introdotta nel collo della bottiglia possa iniziare ad assestarsi ed esercitare una forza radiale tale da contrastare il suo ulteriore affondamento all’applicazione della gabbietta. Questo richiede una piccola pausa di rinvenimento, la cui importanza è troppo spesso trascurata e che alle volte non è neppure prevista sulla linea di produzione.

La fase di gabbiettatura determina l’ulteriore piccolo affondamento del tappo, affondamento che è contrastato sia dall’attrito che il tappo genera nel penetrare ulteriormente nella bottiglia (dovuto alla forza di espansione radiale del sughero penetrato nella bottiglia), sia dai legami strutturali dell’agglomerato stesso.
La fase di gabbiettatura determina l’imbragatura del tappo e la compressione della parte esterna alla bottiglia con la conseguente formazione della sua testa.
Al termine di questa operazione, il tappo viene compresso, deformato ed assestato sul raso bocca della bottiglia, per determinare il cosiddetto effetto tappo corona”.

Viene così formata la testa del tappo che, in base alla forma del cappellotto della gabbietta e del rasobocca della bottiglia ed in base alla velocità con cui è condotta la gabbiettatura, subisce compattazioni diverse.
Quando la gabbietta viene utilizzata unitamente al tappo di sughero, la funzione di impedire la fuoriuscita del tappo stesso, per quanto importante, non è certamente la sola svolta. Infatti, quando la gabbietta viene vincolata alla baga della bottiglia, si determina una deformazione elastica della parte del tappo di sughero che è stata intenzionalmente lasciata fuori dal collo della bottiglia nella fase di tappatura. Questa deformazione elastica ha caratteristiche ben precise e risponde alla necessità di ottenere il cosiddetto “effetto tappo corona” da parte del tappo.